Per un copywriter “più bella cosa non c’è” di definire il Tono di Voce (TOV per gli intenditori) di un brand.

Il tono di voce in un testo è in grado di caratterizzare il messaggio che si vuole trasmettere già dalla prima lettura e di attribuire una personalità specifica al brand.
Se il mondo è bello perché è vario, va da sé che non tutti abbiano lo stesso modo di esprimersi, ecco perché scegliere un tono di voce è una scelta cruciale. Utile per raccontarsi, colpire il target giusto e creare un legame con il proprio pubblico.
Come si definisce la personalità di un Brand?
Ta ta ta ta….Come farsi percepire dagli altri?

In molte occasioni quando si parla di scrittura ci si concentra sulla mera scelta delle parole per comporre un testo. Come se bastasse scegliere una maglietta nera e un paio di jeans per vestirsi e andare a un appuntamento importante.
Il tono di voce è l’elemento emotivo della scrittura. È la personalità del testo: come dev’essere percepito il messaggio. Può essere formale, informale, divertente, serio o persino provocatorio.
È il modello della maglietta nera e dei jeans che indossi per l’appuntamento, quelli adatti alla tua fisicità.

Per definire la propria personalità è essenziale capire con chi si avrà a che fare:
1. Come parlano le persone alle quali potrei interessare?
Spesso neanche ce ne accorgiamo ma in ogni contesto e conversazione personalizziamo il modo di interagire a seconda dell’interlocutore che abbiamo di fronte.

2. Chi sono?
Riflessione storica, la cui risposta sarà sempre attuale.
Dietro ad ogni messaggio c’è un mittente, chi è?,

la personalità del messaggio deve rispecchiare l’identità di una persona in particolare di una marca, di un’azienda, ecc ecc.
3. Soluzione
Rispondere a queste due domande è già un aiuto: conoscere il dove e a chi rende il lavoro tutto in discesa, la coerenza con la nostra scelta sarà la parte impegnativa. Ma per costruire un’identità riconoscibile e creare un legame più forte con il pubblico bisogna battere ferro da quando è caldo finché non si raffredda.
3 modi per definire il tuo Tono di Voce
Se è troppo tolgo… stamattina ho deciso di condividere il mio metodo per definire il TOV ma potrebbe essere un contenuto Limited Edition perché mi capita spesso di pentirmi di ciò che ho scritto ieri. Comunque:
1. TROVA LE PAROLE CHIAVE:
io identifico alcune parole chiave che descrivono la personalità che ho bisogno di comunicare. Ad esempio, “accessibile”, “professionale” o “spensierato”.
2. DAI UN VOLTO ALLA COMUNICAZIONE:
dal gioco di “facciamo finta che…” per agevolare il processo faccio finta che la mia comunicazione la dia una persona. Chi sarebbe? Com’è vestita? Che tipo è? Dove va? Con chi parla? Di cosa si interessa?
3. COSA NON FARE:
è importante dire come comunicare e come non farlo. Suona più figo chiamarle “Guidelines” invece di istruzioni ma il concetto è lo stesso. Ci saranno delle espressioni che il mio TOV non userebbe mai, anche termini o battute che potrebbero rappresentare degli scivoloni pazzeschi se ci trovassimo tutti ad un tavolo. Perché spiazzare gli interlocutori? Scrivo quindi delle regole di come non utilizzare il tono scelto, un valido aiuto per incarnare la personalità desiderata senza sbagliare mai.
4. IL CONTESTO CAMBIA, LA PERSONALITÀ NO:
sei in America, hai una casa col giardino in un quartiere benestante, hai un ruolo nella dirigenza di un’azienda ed esci tutte le mattine dal vialetto di casa con la tua macchina e un bell’abito. Nel weekend i vicini invitano te e la tua famiglia a fare un barbecue in giardino. Sei sempre tu, ma in contesti diversi. Come ti approcci?
Sceglierai un tono più formale in azienda e più informale per chiedere di passarti la maionese, giusto?
Dare il giusto TOV alla comunicazione è come andare alla ricerca del doppiatore perfetto per quel personaggio. Ogni tono è capace di suscitare emozioni, basta solo trovare quello giusto per coinvolgere i tuoi lettori e creare una connessione profonda e duratura.

DISCLAIMER: mi rendo conto che le foto di antenati non siano particolarmente didascaliche per il post. Erano però quelle meno classiste e più adatte (secondo me) a interpretare il ruolo di interlocutore dal quale farsi capire.








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