Ho finito il Corso da Sommelier di I livello.
Il primo di un lungo percorso, ma per adesso mi accontento di aver imparato a snasare un bicchiere di vino con la stessa concentrazione di un detective alla ricerca di indizi.
Prima di frequentarlo, intorno a me, chiunque avesse fatto questo tipo di corso era l’incaricato a scegliere il vino per la cena, visto che “ha fatto il corso, ne sa” e io sento già adesso questa spada di Damocle sulla mia testa per tutte le cene natalizie e occasioni che verranno. Ma sa va sans dire che io il corso non l’ho frequentato di certo per interpretare i gusti della tavolata e metterli d’accordo con un calice. Ne avevo già parlato qui.
Il vino è di per sé un prodotto che ha fascino, attrae e mette in soggezione chi lo beve. Dietro si nasconde un mondo liquido, impossibile da contenere ed io, sempre più coinvolta dalle aziende vitivinicole del territorio, volevo imparare a raccontarlo per non pendere solo dalle labbra di chi lo produce. Del resto “ogni figlio è bello a mamma sua”, no?
Quello che non mi aspettavo era l’universo ricco di storie, regole, dettagli e termini che avrei voluto conoscere molto prima.

Durante le lezioni, la parte più divertente era la degustazione.
Tre assaggi ogni lezione: guarda, annusa, fai roteare il calice, annusa di nuovo, cos’è cambiato? Cosa ti aspetti? Assaggia. Cosa ti è stato confermato da questo primo assaggio? Riassaggia. La tua bocca inizia a prendere confidenza con questo vino, adesso cosa noti? Ultimo sorso: come lo valuti?
Al terzo assaggio mi sembrava una di quelle voci fuori campo che guidano e accompagnano lo stretching finale post allenamento.
Uscivo da lì brilla tutte le volte. La storia della sputacchiera è una falsa testimonianza, ci veniva lasciato questo vasetto al termine della lezione, giusto per pulire il bicchiere prima di rimetterlo nella nostra ventiquattrore: meglio così, che di fare gli sciacqui stile colluttorio con 60 sconosciuti non penso mi sarebbe piaciuto.
Invece…

“Guarda“: è sicuramente limpido. Prova del 9, inclinare il bicchiere sui propri appunti e vedere se si riusciva a leggere. Confermo i miei 10 decimi a tutte le lezioni.
“Annusa“: durante le prime lezioni dare la precedenza mi sembrava l’unica cosa giusta da fare: “dillo prima tu, che senti?” Il mio naso, un foglio bianco sul quale appuntare i profumi che solo dopo averli letti avrebbe riconosciuto.
“Fai roteare“: disegnare dei cerchi con un calice mezzo pieno? Manco per sbaglio, il vino sporcava le pareti più in avanti e dietro che in cerchio. Ho capito che potevo disegnarli con il calice appoggiato al banco. Momento rivelazione: “si sono formati degli archi o delle lacrime? Come scendono?”, la degustazione prendeva spunto dall’arte di Divinazione.
“Annusa di nuovo, cos’è cambiato?“: Profumi sprigionati. Più forti e sinceri. Se prima il vino sembrava un tipo timido, grazie alla roteazione era degno di lavorare come animatore in un villaggio turistico.
“Assaggia. Cosa ti è stato confermato da questo primo assaggio?“: Mi ha deluso.
10 minuti di naso nel calice a intermittenza “per non stancare” le mucose. Ricordi di confettura appena preparata (che io non ho mai fatto in casa ma ormai era nella mia cucina), immaginari di passeggiate nei boschi con tanto di raccolta di fragoline e – miracolo – ci sono anche dei cespugli di more. Si evocano spezie dolci, come la vaniglia e quegli odori di pasticceria. Ero nel laboratorio di Willy Wonka e poi? In bocca TANNINI IMPORTANTI.

“Riassaggia. La tua bocca inizia a prendere confidenza con questo vino, adesso cosa noti? Ultimo sorso: come lo valuti?“: Buono ma a me non piace.
Sin dalla prima lezione ci è stato detto e ripetuto fino alla fine “i Sommelier devono saper riconoscere e presentare i vini buoni non quelli che piacciono a loro”. Fortunatamente la mia motivazione andava verso un’altra direzione, perché l’espressività del mio viso dopo aver assaggiato un vino che non mi piaceva non mi avrebbe permesso di lavorare da nessuna parte.

In compenso, sono davvero soddisfatta di questi lunedì passati a bere per studiare come raccontare i vini su guide, social ed etichette.








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