A pranzo da Crippa

Tre Stelle Michelin, dove è la celebre porta rossa ad anticipare l’ingresso e io con questa foto non volevo essere da meno per introdurre il mio post.

Citofoniamo alle 12.30. Entriamo.
Saliamo verso il primo piano, dove ad attenderci c’era il personale di sala con grucce alla mano per farci riporre le giacche e poi condurci al nostro tavolo da 6.

Una volta seduti, due del personale ci mettono dei cuscini per terra tra una sedia e l’altra “per appoggiare le borsette”. La mia borsetta non era mai stata così comoda.
Un’altra particolarità tipica di questi posti chic è il servizio dell’acqua. Arriva poco dopo essersi accomodati: “chi gradisce la gasata e chi la naturale?” – Una scelta da non sottovalutare perché da quel momento in poi non potrai cambiare – e ogni volta che il tuo bicchiere sarà mezzo vuoto, il cameriere sarà pronto a versarti nuovamente la stessa tipologia d’acqua appena bevuta.

“Inizia il viaggio”.
La cucina dello chef Enrico Crippa si presenta con tre menù degustazione: uno strettamente legato agli orti e alle stagioni, l’altro in estrema intimità con il territorio e l’ultimo propenso ad un viaggio lungo l’Italia e oltre confine. Quest’ultimo il nostro.

Benvenuto

Da sinistra a destra: tettina di schiuma che sapeva di crodino, sotto una crema fredda e sul fondo una granella di non mi ricordo cosa per dare al piatto la parte croccante.
Chips verde buonissima con riccioli di mousse all’aglio nero. Chips chiara sempre con riccioli all’aglio nero, buona.

L’Inizio – Antipasto Piemontese che se vi aspettate insalata russa, vitello tonnato e tomini al verde siete completamente fuori strada.

Da sinistra a destra, prima fila in alto: verzetta, cavolfiore su un letto di crema che mi ricordava il carpione (ottimo), un pezzo del suo orto, un creme caramel salato con zuppa di miso. Tomino di capra, burrata con sorbetto di scarola, crema con oliva (non me lo ricordo), funghi – penso Chiodini – al profumo d’armadio, acciuga marinata, germogli, spinacino fresco, zucca marinata al miele e nocciola.

Tra Oriente e Occidente – Merluzzo e zenzero. Squisito!

Merluzzo cotto sotto vuoto, nascosto da una sfoglia di cipolla e zafferano, accompagnato da una crema allo zenzero.

Il Messico – Faraona e Mole. Buonissimo!

Faraona morbidissima, accompagnata da cubetti di peperoni verdi e una salsa al cioccolato. Sopra una sfoglia di crepes aromatizzata al cacao. Nel vasetto colorato c’era un consommè di brodo di pesce da bere alla fine, che descritto così potrebbe sembrare terribile e invece no, perché era ottimo.

La Risaia – Riso, zucca e salsa di ossobuco. Delizioso!

“Risotto alla zucca con salsa di ossobuco.
Questo lo so fare anch’io, non ci vuole niente.”

Mia suocera

Il Pascolo – Jersey. Succulento!

Filetto morbidissimo, con sopra una foglia di cavolo nero, acanto una salsa alla barbabietola e il sughetto della carne. Si finiva con un Consommè di manzo e barbabietola.

Vincent Van Gogh – Latte. Non tra i miei preferiti ma si sa che non amo i dolci.

Ispirato ai campi di tulipani in Olanda e un tributo all’artista, si è presentato come un quadro. Gelato al fiordilatte? – mi sembra di ricordare – sotto salsina al caramello mou e crema di riso con sopra una granella di latte solido preparato con coloranti naturali: camomilla, menta, liquerizia, anice e barbabietola (non i miei gusti che prediligo).

“Piccola Pasticceria” – non penso di aver mai mangiato così tanti dolci in un unico pasto ma a sto prezzo, ho fatto uno sforzo.

Da sinistra cialda alla cannella con dentro una crema – mi sembra al cacao e nocciola ma non lo giurerei – mini torta alle nocciole di Alba, mini crostata al bunet. Latte e grappa al moscato da shakerare e tirare giù come una vodka di un mini bar in hotel. Nei bicchierini c’era una gelatina alla mela cotogna e una bevanda rossa tiepida calda alla barbabietola. Sullo sfondo, praline al cioccolato fondente e delle sfoglie dolci.

A questo punto ho chiesto dove fosse la Toilette.

“Ma certo l’accompagno.” Un’altra caratteristica di questi luoghi è quella di venire scortati uno alla volta in bagno, manco fossimo criminali accusati di omicidio di secondo grado.

Tutto sommato l’esperienza ne è valsa “Il viaggio”.

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About

Novella Ferrandino, nata a Torino nel 1991. Presa da un momento di profonda intraprendenza, alla fine del 2024 ha aperto enne.blog, un blog a metà tra un diario personale e un contenitore di esperienze. Dopo aver militato nel mondo delle agenzie creative e aver lavorato come copywriter e social media manager, dal 2025 Novella ha deciso di cambiare vita e diventare freelance. Vive a Torino con la sua famiglia così composta: marito, figlia numero 1, figlia numero 2.
Le piace viaggiare – banale – ma solo se ha la certezza che ci sia il bagno in camera, definendosi lungimirante. Le piace mangiare cose buone – banale 2 – ma solo se ne vale davvero la pena, perché ha un metabolismo lento e non vuole sprecare ore in palestra per un piatto cattivo. Recentemente è diventata madre ma ci tiene a precisare che non ha mai cambiato lo screensaver del telefono per mettere una foto delle bambine. Si sta barcamenando invece con gli aspetti di questo nuovo ruolo, cercando di tenere in equilibrio la sua identità di sempre con le responsabilità di oggi.

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