Sono andata a vedere FolleMente

Forse è tardi, ma dopo avervi deliziato con la mia “professionalissima” opinione su Chi Ha Ucciso l’Uomo Ragno ho pensato di non dovermi esimere dall’esprimere un giudizio anche sulla visione di Follemente.

Il regista Paolo Genovese, quello di Perfetti Sconosciuti, ha lasciato la sua firma anche su questo film. Forse tre location in totale, una in particolare la casa di Lei, due i protagonisti e a seguito altre 8 figure, 4 uomini e 4 donne che dovevano rappresentare dei tratti comportamentali maschili e femminili. Ed eccoci qui, come si commentava con generalizzato entusiasmo un Inside Out con persone reali. Che dire. Follemente, non è una roba spiacevole ma neanche davvero pazzesca, secondo me.

Forse svantaggiato dal fatto che ormai “tutto è già stato detto e già stato fatto” come si recitava ai tempi di Viaggi di Nozze – si assiste al primo appuntamento di due sconosciuti. Lei coraggiosissima lo invita a cena a casa, infatti è un film. Cenano provando a raccontarsi incartandosi su parecchi punti ma è evidente come entrambi siano interessati a rifarsi una vita. Di contorno gli altri attori, tutti ben noti, si impegnano in un chiacchiericcio incessante di pensieri che si potrebbero avere in una situazione del genere – infatti sembra di vedere Primo Appuntamento più elegante. Insomma, niente di “o famo o strano” ma dei momenti ti fanno fare qualche risata.

Il cast di FolleMente ©Maria Marin

Ma parliamo del Cast. Adattissima Pilar Fogliati, mi da sempre l’impressione di essere una di noi, “la ragazza della porta accanto”.

©Maria Marin

Edoardo Leo mi sembra quasi incatenato al solito personaggio di un po’ romantico, un po’ impacciato con la faccia da mi hanno preso a bastonate. Per le risate bisogna ringraziare Trilli ed Eros che interpretano i tratti caratteriali più sessualmente coinvolti, Valium (Rocco Papaleo) per quella parte pigra maschile per cui l’unica cosa che conta è non scegliere.

©Maria Marin & iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Poi ci sono Giulietta e Romeo (Vittoria Puccini e Maurizio Lastrico) ai quali tocca la parte più romantica e sensibile. Quella di lui l’ho trovata quasi eccessiva ma sono io abituata a uomini rudi senza lacrime e cuore. Alfa (Claudia Pandolfi) recita quel lato caratteriale più intransigente e inflessibile con il quale si aggiunge qualche link di tendenza alle lotte femministe.

Comunque, la commedia punta a far immergere lo spettatore nella mente dei protagonisti. Per dare una visione più ampia sembra si voglia evidenziare come ognuno di noi possieda più versioni di sé. Ma va? A riguardo mi sento di citare i mille meme o magliette con frasi tipo: “io e le mie N personalità che devono prendere una decisione” ecc.. In generale è carino, certamente non mi ha lasciato lo stesso amaro in bocca di Perfetti Sconosciuti per il quale ero uscita dal cinema piena di rabbia nei confronti del sesso maschile, con l’idea di tornare a casa e controllare il telefono del mio compagno. Almeno questa volta ho tenuto un umore neutro alla domanda “com’era?”.

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Novella Ferrandino, nata a Torino nel 1991. Presa da un momento di profonda intraprendenza, alla fine del 2024 ha aperto Enneblog. Un blog che non consiglia. Racconta. Non indica cosa fare, ma condivide come è stato.
Dopo aver militato nel mondo delle agenzie creative e aver lavorato come copywriter e social media manager, dal 2025 Novella ha deciso di cambiare vita e diventare freelance. Vive a Torino con la sua famiglia così composta: marito, figlia numero 1, figlia numero 2.
Le piace viaggiare – banale – ma solo se ha la certezza che ci sia il bagno in camera, definendosi lungimirante. Le piace mangiare cose buone – banale 2 – ma solo se ne vale davvero la pena, perché ha un metabolismo lento e non vuole sprecare ore in palestra per un piatto cattivo. Recentemente è diventata madre ma ci tiene a precisare che non ha mai cambiato lo screensaver del telefono per mettere una foto delle bambine. Si sta barcamenando invece con gli aspetti di questo nuovo ruolo, cercando di tenere in equilibrio la sua identità di sempre con le responsabilità di oggi.

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