Paragonabili a quelli dei commercialisti, i periodi lavorativi peggiori per noi “creativi” (persone normali che lavorano con testi e immagini per fare pubblicità) sono il Natale e l’estate. Momenti in cui scatta la corsa al contenuto perfetto, durante il quale il mondo intero pensa a scegliere il regalo giusto, o a cosa fare per Capodanno, noi copywriter e social media manager viviamo una fase al limite della sopravvivenza.
A Natale si mette alla prova ogni grammo della nostra creatività e del nostro sarcasmo residuo, ma per capire meglio di che cosa si tratta, ecco uno spaccato di cosa significa vivere il periodo natalizio in un’agenzia creativa.
1. Natale arriva prima per noi

Se pensate che la maggior parte delle attività commerciali iniziano ad addobbare i locali più o meno verso fine novembre, immaginate quando un’agenzia o un freelance inizia ad occuparsi del Natale.
È dalla fine di ottobre che ascolto la frase “C’è da pensare al Natale” che ho imparato a trattare solo con l’esperienza, perché significa:
“Ci sono altre priorità in questo momento, ma nel tempo libero, quando sei sotto la doccia o stai trascorrendo un momento in famiglia o di relax, penseresti a cosa possiamo fare in termini di comunicazione e visual per Natale? Ci servirà quando meno te lo aspetti! Una mattina ti verrò vicino e ti dirò ‘Hai pensato a cosa faremo per Natale?’ e io vorrò ricevere una risposta corredata di presentazione con concept, headline e grafiche.”
2. La sfida del copy natalizio

Slogan originali per Natale? Tutto è già stato fatto o detto, come professava Claudia Gerini in Viaggi di Nozze.
Ogni copywriter che si rispetti ha già usato tutte le parole chiave possibili: magia, calore, tradizione, regali, famiglia, luce. E i termini che ci stanno intorno: atmosfera, bontà, autentico, casa, doni, insieme. Se credete che inventare qualcosa di nuovo sia semplice, sapete come si dice in gergo? “Fattelo tu!”
Provate a scrivere un messaggio che dica “Quest’anno scegli il nostro brand per un Natale indimenticabile” senza sembrare banale.
E poi ci sono i giochi di parole. Ad un certo punto anche il titolo “Il buono delle feste” sopra il panettone ci sembra un capolavoro.
3. Il calendario dell’Avvento social

Prima o poi lo hanno fatto tutti e anzi, c’è chi lo ripropone ogni anno…
Un post al giorno per 24 giorni. Di cosa? Di qualunque cosa!
Il cliente vuole engagement (più like, una cosa che ottieni pubblicando spesso o mettendo budget sui tuoi contenuti affinché li vedano più persone). E allora, giù con le idee: quiz natalizi, ricette di biscotti, consigli per i regali, gif con Babbo Natale e perfino il tutorial per fare il fiocco perfetto sui pacchi regalo home-made.
Un incubo.
Ma quando il calendario è online e vedi che i follower interagiscono, dimentichi il periodo di merda appena passato.
4. La battaglia degli auguri aziendali

Parliamo della mail di auguri di Natale. La mail. Quella che deve essere “calda e istituzionale, ma anche originale, non troppo perché è Natale”. Insomma, un rebus.
“Auguri di cuore” è troppo semplice e poi un’agenzia non parla come tuo nonno.
“Buone Feste da tutto il team”, siamo mica animatori di un villaggio.
“Festeggiamo insieme il Natale con un click” sembra un invito sospetto.
La soluzione? Dopo dieci revisioni, l’agenzia approva qualcosa tipo: “Che il calore del Natale riempia le vostre case (e i vostri carrelli) di gioia. Auguri!”.
5. Dopo Natale: il vuoto creativo

E dopo tutto questo? Silenzio.
A gennaio, dopo aver staccato qualche giorno e qualche ora dal rispondere ai commenti di auguri natalizi e alle richieste dei giorni di chiusura che la fanbase della GDO continua a chiedere – senza freni e senza soffermarsi sulle 52 risposte precedenti già scritte – torni in ufficio più leggero, perché il cervello non se la sentiva di tornare, ancora.
Dopo la velata polemica, in 5 punti…

Il Natale in agenzia creativa è un mix di stress, risate e creatività a ciclo continuo. È il momento in cui ci ricordiamo che, nonostante tutto, il nostro lavoro è un po’ come il Natale stesso: una corsa frenetica che, alla fine, porta un pizzico di magia.
Non saremo noi a salvare vite, ma a “fare la magia” per rendere il Natale memorabile, un post alla volta, sì.
Concludo con i miei auguri (di cuore, originali, ma non troppo). 🎄








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