Svezzamento + ricetta: cosa si fa per i figli

Premessa
A fine maggio 2024 ho iniziato lo svezzamento di Matilde. Ho seguito una serie di indicazioni della pediatra quasi alla lettera: in principio solo la frutta, poi aggiungere un pasto in sostituzione a un biberon, poi proporre pappe ai pasti principali e le varie merende in biberon, fino a togliere tutto sto latte e tenercelo stretto solo per la colazione.
La gestione di tutte queste fasi non è stata semplicissima, prima di questo momento io non avevo mai pensato che sarebbe stato il suo primo approccio con del cibo “vero” e con il gusto, infatti dall’albicocca alla ricotta sembrava le stessi proponendo cavolini di Bruxelles scaduti.

Comunque dopo il piano del quando dare da mangiare si è subito presentata la questione del come. Le mamme si dividono in due fazioni che riassumerò così:
tutto frullato alla vecchia maniera vs autosvezzamento (alimenti tagliati “in modo sicuro” affinché il bambino o bambina possa masticarli, anche con le gengive, e deglutirli agevolmente).
Nuova moda, grande comodità perché a volte frullare tutto è una seccatura ma dopo essere intervenuta con la manovra anti-soffocamento a causa di un pezzetto di merluzzo ridicolo, ho abbandonato questa strada senza più voltarmi indietro.

Vi risparmio i mesi successivi e tutto quello che è stato, ormai ha un anno. Purtroppo il fatto di avere solo 5 denti ci limita un po’ nella scelta dei diversi formati di pasta e tagli di carne, ma se ci pensate è come dar da mangiare a una nonna con la dentiera mal incollata.

Adesso siamo già nella fase “lasciami stare, faccio da sola” che da una parte mi fa sorridere e mi intenerisce, dall’altra parte mi ha portato ad assumere un atteggiamento stile Signorina Trinciabue per cui con pastina, riso e alimenti da cucchiaino faccio valere la regola “Invece ti imbocco come dico io”.

Severa ma giusta? Non lo so ma da madre moderna cerco il compromesso ad ogni pasto e quindi il secondo glielo faccio mangiare per conto suo. Infatti qui vi metto la ricetta dei miei straordinari hamburger di ceci e patate che mi verrebbe da dire: “Chiara Maci spostati”.

Io avevo un cartone di ceci a casa, quelli su cui sopra c’è scritto “già cotti al vapore” o “pronti da gustare” o simili che ho frullato e mischiato con delle patate lesse (quelle già lessate quando faccio il brodo vegetale di Matilde sempre) e del pan grattato per dare una consistenza.

Ingredienti (per 3 hamburger):

1 patata lessa

150g circa di ceci

1 uovo

Pangrattato ad occhio

Procedimento

– Lessate la patata già sbucciata (nel mio caso, sennò sbucciatela dopo)

– Preriscaldate il forno ventilato a 180°

– In un mixer mettete i ceci, la patata tagliata a pezzi e frullate

– Aggiungete l’uovo a questa purea e mischiate

– Aggiungete il pangrattato (io sono andata ad occhio) finché non ho ho ottenuto un composto a cui poter dare delle forme

– Formate degli hamburger

– Adagiatele su una teglia da forno ricoperta di carta forno. Quando avrete finito completate con un filo d’olio extravergine di oliva ed infornate

– Lasciate in forno per 20 minuti, sfornate quando saranno doratini

Io poi li ho lasciati un po’ raffreddare perché siamo anche in quella fase che se qualcosa brucia urla come se le stessi facendo lo scalpo. Comunque le sono piaciuti, il piatto lo ha finito fino all’ultima briciola.

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About

Novella Ferrandino, nata a Torino nel 1991. Presa da un momento di profonda intraprendenza, alla fine del 2024 ha aperto enne.blog, un blog a metà tra un diario personale e un contenitore di esperienze. Dopo aver militato nel mondo delle agenzie creative e aver lavorato come copywriter e social media manager, dal 2025 Novella ha deciso di cambiare vita e diventare freelance. Vive a Torino con la sua famiglia così composta: marito, figlia numero 1, figlia numero 2.
Le piace viaggiare – banale – ma solo se ha la certezza che ci sia il bagno in camera, definendosi lungimirante. Le piace mangiare cose buone – banale 2 – ma solo se ne vale davvero la pena, perché ha un metabolismo lento e non vuole sprecare ore in palestra per un piatto cattivo. Recentemente è diventata madre ma ci tiene a precisare che non ha mai cambiato lo screensaver del telefono per mettere una foto delle bambine. Si sta barcamenando invece con gli aspetti di questo nuovo ruolo, cercando di tenere in equilibrio la sua identità di sempre con le responsabilità di oggi.

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