Per raccontare questa storia credo sia giusto fare un brevissimo riassunto.
Un maschio e una femmina. All’età di 15 anni cominciano a provare dell’interesse nei confronti dell’altro, lei di sicuro, lui si dice “in forse”.
A 16 anni si mettono insieme, a 17 affrontano la prima crisi e si lasciano per qualche mese. Tornano insieme fino ai 19 anni, poi la maturità, lui parte per la Liguria, lei resta a Torino. Come tutte le storie a distanza, bene ma non benissimo i primi mesi, poi finisce. Lei parte per la Spagna. A 23 anni si ritrovano nella stessa città, si rifrequentano, ci riprovano, si rimettono insieme. Alti e bassi fino ai 30 anni, poi lui le chiede di sposarlo. Lei: “Ma davvero?”
A 31 si sposano.
A 32 hanno una figlia.

Così queste due persone sono diventate genitori. Un’esperienza che non si limita ad “Aggiungere un posto a tavola” ma è come cambiare un’ abitudine, rinunciare a un vizio, abbracciare un nuovo stile di vita, dall’oggi al domani.
Ci vogliono nove mesi di gravidanza per fare un bambino (che in verità sono dieci, non capisco perché se ne conti uno in meno) ma la natura pretende di trasformare due persone in genitori da un momento all’altro. Senza corsi, senza istruzioni, senza una mini guida.

Bimba nuova, vita nuova
Il primo periodo dopo la nascita di un figlio è il peggiore – secondo me – non tanto per la storia delle notti insonni e delle nuove responsabilità che ti assalgono (pesanti sì, ma cosa ti aspettavi? E poi se dobbiamo dirla tutta non dormivo già da tempo a causa delle centomila pipì notturne che mi scappavano), è stare con se stessi in questi nuovi panni e poi stare con il proprio partner in questo nuovo tempo, fatto di liste di cose da fare, di biberon da preparare e pannolini da cambiare ad essere complesso. Questa è la sfida. Parlare di cose da genitori, pulire la cacca, mettere a posto giochi, mettere un film più tardi.
Se prima c’erano le cene ‘romantiche’, le serate con gli amici ognuno per fatti suoi, i viaggi da organizzare, ora c’è ANCHE una bimba. E una cosa sulla quale vorrei insistere è che ancora prima di una figlia, c’erano due individui. Rimandare appuntamenti, ridurre lo spazio, mettere in pausa il tempo: ecco cosa fanno i genitori. E nel caso specifico, il maschio e la femmina di prima, da genitori, si sono fatti tutte le fasi che potrebbero capitare.
Le tensioni 0-6 mesi
“Tu sei stanco?”
“Esci di nuovo?”
Mi ricordo che i primi sei mesi li avevo paragonati al mio Erasmus in Spagna, senza alcolici ovvio ma i ritmi dormi veglia erano molto simili.
In questa prima parte di solito le energie vengono completamente assorbite dalla nuova creatura e la maggior parte del tempo si va avanti per inerzia.

È una fase particolarmente delicata, ognuno la vive come riesce e si inserisce in una categoria. Infatti, ci sono i Genitori sotto sequestro, quelli che non sono più liberi di spostarsi singolarmente ma che si muovono sempre in tre perché ora che c’è un figlio la vita deve essere limitata; ci sono i Genitori vittime che si muovono solo insieme a degli accompagnatori perché “potrebbe piangere disperato”; ci sono i Genitori “la mia vita non è cambiata” che hanno ingaggiato squadre di nonni disponibili minimo 5/7; e infine ci sono i Genitori è solo un momento passerà, ancorati alla speranza che ad un certo punto tutto si risolverà e luce sarà.
Intanto ti calmi 6-12 mesi
Nonostante le sfide, ci sono aspetti della coppia che resistono e che rappresentano la vera forza della relazione. Può essere un appuntamento fisso, anche solo una colazione insieme prima che inizi la giornata, un film guardato abbracciati sul divano o un messaggio durante la giornata. Ci si deve adattare, reinventare e, secondo me, bisogna accettare che alcune cose non saranno più come prima.
Sapere di essere in questa situazione insieme – a prescindere dai ruoli o dalla divisione dei compiti – e mantenere vivo il “qualcosa di nostro” è stato per me fondamentale per restare una coppia, non solo di genitori.

Facciamo pace 12-18 mesi
Con il tempo, si impara a gestire meglio il nuovo equilibrio e a ritagliarsi di nuovo degli spazi. I neonati, pur essendo dipendenti, fanno parte anche loro di una nuova categoria che vi permetterà di anticipare, comprendere, risolvere prima qualsiasi circostanza si presenti.
La coppia in questa fase è già resistita al peggio e il legame si è fatto più profondo.

Una volta su qualche bacio Perugina mi era uscita una frase in cui si sosteneva che se l’amore resiste al cambiamento, questo diventa più grande di prima.
Io, oggi, sono arrivata a 14 mesi e non so se continuerà in discesa ma ripeterei l’esperienza, pur avendo detto “ma chi me l’ha fatto fare?” almeno una volta a settimana nei 0-6 mesi.








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