Ibiza: nuova meta per famiglie

Recentemente sono stata a Ibiza per l’ennesima volta, terza con famiglia, che vuol dire non con i miei genitori molto adulti ma con una bambina alla quale provvedo in prima persona.
Ammetto di non essere mai stata un’ amante della meta: la prima volta ci sono andata durante l’erasmus per 5 giorni, pagando pochissimo il traghetto che da Barcellona mi avrebbe portata su La Isla. Tutto organizzato dalla ESN Espana, una di quelle associazioni che si occupa di far divertire gli studenti in soggiorno nel luogo. Era tutto programmato. Feste, discoteche, consumazioni, navette, camere. Al terzo giorno senza dormire e con le bottiglie di Don Simon come unica fonte di idratazione ho creduto sarei morta.

Invece con un po’ di nebbia al cervello e tanta acidità di stomaco posso ancora scriverne.

In generale e ancor di più la mia generazione forse, quando si pensa a Ibiza nell’immaginario ci sono solo feste, discoteche, dj, droga.. “cose da pazzi” e invece, io ho imparato a conoscere tutto un altro lato di Ibiza, quello fatto per le famiglie.
Le spiagge sono tutte libere e attrezzate.
Si può andare con il proprio ombrellone e piantarsi dove si vuole, oppure affittare lettini e ombrellone per la giornata. I prezzi variano a seconda del comfort offerto dai bagni e dalla spiaggia (come dappertutto).

Noi siamo fedeli a Cala Llonga ad esempio. 7€ lettino, 7€ ombrellone todo el dia.
Sabbia, mare pulito in cui si deve fare qualche metro camminando per potersi immergere fino al collo, comodo quando il bagno si fa principalmente con una compagna di 80 cm di altezza.

Vicino alla spiaggia c’è poi un negozio di alimentari, un chiosco, dei bar e dei ristoranti per non rimanere senza bere e mangiare.
Un’estate abbiamo scoperto il cinema sulla sabbia. Una volta a settimana veniva messo un enorme telo per il proiettore sulla spiaggia dove si vedevano film per bambini. L’anno scorso ci siamo beccati il GGG. L’audio non era eccezionale ma comprensibile.

Comunque, appena atterrati – l’aereo Torino-Ibiza diretto c’è da maggio a ottobre, dura circa 1 e mezza per cui abbiamo decorato i nostri posti a sedere con dei coloratissimi Stickers a forma di unicorno e dormito l’altra metà del tempo – non vedevamo l’ora di andare al mare per vedere come avrebbe reagito Matilde, adesso che cammina, adesso che interagisce di più rispetto alla scorsa estate. Recuperati secchiello e paletta sotto casa eccoci qui.

Domenica è stata un’altra giornata di mare. Di Matilde apprezzo che qualsiasi cosa le piaccia si può ripetere all’infinito.

Oltre questa playa preferita, posso consigliare anche Can Muson.

Una specie di fattoria con agriturismo. Un luogo dove poter fare colazioni, brunch e vedere animali: nello specifico asini, pecore e capre cattive, galli e galline, pulcini, conigli, maiali e porcellini d’india. Nessuna specie rara ma Matilde ha apprezzato nonostante la paura nel dare l’erba alle pecore, sottolineo cattive perché spingevano via i piccoli non appena vedevano un filo d’erba per papparselo loro. Così Manu ed io, paladini di agnelli, abbiamo distratto le pecore e le capre cattive con un ciuffo d’erba in modo che io potessi richiamare i piccoli dandone loro dell’altra. Mi sono così ripresa dal senso di colpa di essermi spalmata una quantità esagerata di burro e marmellata sui toast.

Il giorno successivo la colazione è stata decisamente più leggera ma comunque degna di essere provata. Da Can Happy, che si trova a qualche metro dal mare, sono disponibili delle colazioni a base di yogurt greco, frutta, muesli e toast a 12€ che anche Matilde ha potuto apprezzare prima di venire schiaffeggiata dalle onde a riva.

Questo per dirvi che a Ibiza con bambini è ok, come andare in Liguria ma più bello.







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About

Novella Ferrandino, nata a Torino nel 1991. Presa da un momento di profonda intraprendenza, alla fine del 2024 ha aperto enne.blog, un blog a metà tra un diario personale e un contenitore di esperienze. Dopo aver militato nel mondo delle agenzie creative e aver lavorato come copywriter e social media manager, dal 2025 Novella ha deciso di cambiare vita e diventare freelance. Vive a Torino con la sua famiglia così composta: marito, figlia numero 1, figlia numero 2.
Le piace viaggiare – banale – ma solo se ha la certezza che ci sia il bagno in camera, definendosi lungimirante. Le piace mangiare cose buone – banale 2 – ma solo se ne vale davvero la pena, perché ha un metabolismo lento e non vuole sprecare ore in palestra per un piatto cattivo. Recentemente è diventata madre ma ci tiene a precisare che non ha mai cambiato lo screensaver del telefono per mettere una foto delle bambine. Si sta barcamenando invece con gli aspetti di questo nuovo ruolo, cercando di tenere in equilibrio la sua identità di sempre con le responsabilità di oggi.

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