Figli: opportunità o limite? Dipende da come li guardi

Indietro non si torna.
C’è un momento in cui ci si rende conto che niente sarà più come prima. La mia rivelazione l’ho avuta l’anno scorso ovviamente, quando sono diventata madre. Non nascondo che ci siano stati delle fasi in cui ho faticato ad arrivare all’accettazione ma poi c’è stata una svolta. Giorno dopo giorno, dove ogni giorno che passava veniva barrato sul calendario come un giorno in meno alla libertà del poter fare – e grazie ai progressi miei e a quelli di mia figlia – ho deciso di non voler vivere l’esperienza come una limitazione.

Non doveva essere un’ingiustizia, ma un’evoluzione

A volte la sensazione era che la vita mi avesse giocato “uno scherzo”: ieri ero libera di dormire fino all’ora che volevo nel weekend, di uscire e di tornare a tutte le ore. Oggi c’è una piccola creatura che detta legge sulle mie ore di sonno, su quando posso fare la doccia, su da che ora posso guardare un film, uscire o tornare a casa. E visto che indietro non si torna ho iniziato a considerare questa “avventura” come un mio personale proseguimento della vita, così qualcosa è cambiato.

Ho scoperto nuove parti del mio carattere per esempio. Tutte rigorosamente dedicate al mio nuovo ruolo, quindi impaziente, impulsiva, intollerante ci sono rimasta ma con Matilde ho trovato spazio per aggiungere un po’ di diplomazia al menu personale. Disorganizzata per la maggior parte del tempo, ma con Matilde ho conosciuto una mia capacità di gestione e di previdenza che pensavo avessero solo manager e tarocchi.

Nuove opportunità, nuovi orizzonti

Come accennavo tempo fa nel post “Metamorfosi di madre”, ho vissuto una trasformazione. Vero, come ogni cambiamento, ci sono momenti in cui sembrava meglio prima ma poi la mia Reason Why arriva dondolando con quei piedi rotondi e un sorriso mezzo sdentato davanti al quale io ho perso la testa.

A questo punto, ancora lontana dal senso della vita, credo che diventare genitori non significhi chiudere delle porte, ma aprirne delle altre. Sono stata obbligata a rallentare il passo, sì, ma si dice – poeticamente – che questo sia il modo migliore per apprezzare il panorama.
Da mia figlia e da mio marito – che è ancora un po’ bambino per tutta una serie di cose – ho capito che non ci si deve limitare. Mia figlia per esempio non si chiede se è capace a fare qualcosa, semplicemente prova a farlo. Poi se non ci riesce urla, getta le cose per terra, si arrabbia ma stiamo lavorando sul riprovarci senza fare troppe scenate.
Non ha paura del giudizio. E allora perché dovrei auto-sabotarmi pensando che come madre debba smettere di essere ciò che ero? Io non volevo che la mia vita si restringesse, al contrario desideravo espanderla, ed ecco Matilde a fare aperitivo.

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About

Novella Ferrandino, nata a Torino nel 1991. Presa da un momento di profonda intraprendenza, alla fine del 2024 ha aperto Enneblog. Un blog che non consiglia. Racconta. Non indica cosa fare, ma condivide come è stato.
Dopo aver militato nel mondo delle agenzie creative e aver lavorato come copywriter e social media manager, dal 2025 Novella ha deciso di cambiare vita e diventare freelance. Vive a Torino con la sua famiglia così composta: marito, figlia numero 1, figlia numero 2.
Le piace viaggiare – banale – ma solo se ha la certezza che ci sia il bagno in camera, definendosi lungimirante. Le piace mangiare cose buone – banale 2 – ma solo se ne vale davvero la pena, perché ha un metabolismo lento e non vuole sprecare ore in palestra per un piatto cattivo. Recentemente è diventata madre ma ci tiene a precisare che non ha mai cambiato lo screensaver del telefono per mettere una foto delle bambine. Si sta barcamenando invece con gli aspetti di questo nuovo ruolo, cercando di tenere in equilibrio la sua identità di sempre con le responsabilità di oggi.

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